Padre Solalinde, il prete che in Messico contrasta i trafficanti di uomini

Ha incontrato i Giovani per la Pace in diverse città d’Italia e partecipa a #pontidipace2018

Padre Alejandro Solalinde è un uomo mite, di 73 anni. Porta dentro di sé un’audacia fuori dal comune. Vive in Messico dove ha fondato un’associazione, la “Hermanos en el Camino”.

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Con questa iniziativa si è proposto di sostenere i 500mila migranti sudamericani che attraversano il Messico ogni anno e che cercano di raggiungere gli Stati Uniti.
Il viaggio per attraversare il Messico è molto pericoloso. Avviene infatti grazie ad un treno merci che attraversa tutto il paese da Sud a Nord, un treno chiamato “la Bestia”. I migranti salgono tutti sul tetto e si aggrappano alle pareti con tutte le loro forze per non essere sbalzati a terra mentre il treno corre a grande velocità.

Nessuno può nemmeno dormire mentre il treno viaggia per giorni e quando questo succede la morte è quasi certa perché si prede la presa e si cade: l’impatto è facilmente fatale. Proprio per sostenere i migranti durante questo viaggio così pericoloso Alejandro ha deciso nel 2007 di fondare questa associazione.

Inoltre di questi migranti, 24.000 all’anno scompaiono nel nulla e nessuno sa quale sia il loro destino. Almeno fino a quando Alejandro non viene arrestato dalla polizia e scopre che chi scappa dalla guerra e dalla fame viene usato come merce, per organi e prostituzione. Dopo aver denunciato tutto ciò, tramite una giornalista coraggiosa, la sua vita non è rimasta più la stessa.

Non si aspettava di sentirsi chiamato a questa missione superati i sessant’anni. Ha ricevuto più volte minacce di morte dai narcotrafficanti che cercano di dominare il Centro america.

I narcotrafficanti lo vedono come una minaccia. Infatti, dopo aver reso pubblico ciò che aveva scoperto, l’opinione pubblica internazionale è rimasta scossa da tutto ciò. Aveva messo in a repentaglio il guadagno che i migranti procuravano loro.

In Italia ha incontrato molti Giovani per la Pace in diverse città. Partecipa anche all’Incontro internazionale di Preghiera per la Pace 2018 a Bologna, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

Ad oggi Alejandro vive con una scorta giorno e notte per proteggere la sua vita ma grazie alla sua grande fede non si è mai scoraggiato ed ha continuato a denunciare questi soprusi in tutto il mondo.

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