"La storia non finisce con la croce ma con la resurrezione"

Una delegazione dei Giovani per la Pace in viaggio a Tirana ha incontrato Sua Beatitudine Joan, arcivescovo di Tirana-Durazzo e Primate della Chiesa ortodossa autocefala di Albania. Da anni l’arcivescovo Joan intrattiene rapporti di amicizia con la Comunità di Sant’Egidio e partecipa agli incontri internazionali delle religioni nello spirito di Assisi.

 

L’incontro è cominciato con la citazione del Vangelo di Giovanni: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6): la via è una sola ma ci si può arrivare in modi diversi; per i cristiani questa è una via che non finisce mai, che non finisce con la croce. Solo questa via può portare alla gioia. Riconoscere di non bastare a sé stessi è il principio della vita spirituale, e rinunciare all’egoismo è l’unico modo di amare veramente gli altri. “Non c’è mai amore del prossimo senza amore di Dio. Per questo, il Vangelo sociale deve collocarsi all’interno del Vangelo del Regno di Dio”. È la buona notizia che i cristiani devono portare a tutti e in particolare ai poveri. “La croce è la via, ma la meta è la resurrezione”.

 

I giovani hanno poi chiesto della difficile storia religiosa dell’Albania negli anni della dittatura comunista e dell’ateismo di Stato. Quando l’arcivescovo Anastasios arrivò nel 1992, non c’era più nulla. Moltissime chiese erano state distrutte ed era rimasta solo una manciata di preti ottuagenari, ma l’arcivescovo ha affermato che “quando c’è Dio, non può essere cancellato”, perché “la Chiesa sono le persone e non gli edifici”. Si trattava di far risorgere l’insopprimibile sete di eternità presente nelle persone. Oggi la Chiesa ortodossa albanese conta 7 vescovi, una sede arcivescovile e cinque metropolie. “Servirebbero più vescovi, ma ci vuole tempo”.

 

La Chiesa deve essere come un ospedale, aperto a tutti e che non giudichi. “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”, ha ricordato Sua Beatitudine Joan citando il Vangelo di Matteo (Mt 9,12). “Non spetta a noi il giudizio”, ha ribadito. “È fondamentale essere umili, non ipocriti. Nel Vangelo, Gesù accusa scribi e farisei di legare pesanti fardelli e caricarli sulle spalle della gente, rifiutandosi però di muoverli anche solo con un dito. Lo dice a uomini di religione”. Nella Chiesa tutti devono trovare posto come in una famiglia. Ogni parte è importante ed essenziale a suo modo: gli anziani per la loro esperienza di vita e i giovani per la loro forza e innovazione. Insieme hanno la responsabilità di vivere e testimoniare la gioia del Vangelo.

 

Oggi l’Albania affronta nuove sfide e nuovi problemi. La ricchezza, il consumismo, la società del benessere, l’illusione di una felicità materiale. Molti inseguono il denaro, il successo e l’apparenza, ma sono insoddisfatti, si lamentano continuamente perché sentono che gli manca qualcosa. Il Vangelo, invece, invita a essere grati e soddisfatti di quello che ci è concesso da Dio, a condividerlo con gli altri e a cercare l’autenticità. “L’egoismo è una grande bugia: racconta Caino che vivrà meglio senza Abele. Ma non è così. Non c’è gioia senza gli altri e senza Dio”. Molti però oggi sono vittime di questo inganno. Per questo il mondo non ha pace. L’arcivescovo Anastasios amava ripetere: “Il contrario della pace non è la guerra: è l’egoismo”. “Non c’è pace senza amore di Dio e del prossimo”, ha concluso Joan, notando che “shalom in ebraico è molto più di pace: significa anche gioia e salvezza”.

 

Nel corso dell’udienza, i Giovani per la Pace hanno raccontato il servizio delle Scuole della Pace e con gli anziani a Roma, richiamando la testimonianza del beato Floribert Bwana Chui e la preghiera nella Basilica di San Bartolomeo. “Aiutare gli altri è la vera gioia e il vero privilegio dei cristiani, che fa bene a chi aiuta e non solo a chi è aiutato”, ha commentato l’arcivescovo.  “L’amore chiede sempre sacrifici, ma la parola sacrificio significa “fare sacro”: rinunciando a qualcosa per amore degli altri possiamo rendere migliore la nostra vita e quella degli altri. Perché il mondo si cambia a partire dal proprio cuore”.