Per celebrare i 58 anni della Comunità di Sant’Egidio, il giorno 11 febbraio 2026 sarà celebrata una liturgia presieduta dall’Arcivescovo Vincenzo Paglia, nella basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Comunità di Sant’Egidio venne fondata il 7 febbraio 1968 a Roma, da Andrea Riccardi con un piccolo gruppo di liceali. Un piccolo gruppo che ha scelto di non rimanere indifferente rispetto al male e alle ingiustizie che vedeva per le strade della propria città. Fondando così quella che è ancora oggi una famiglia, una casa, un’alternativa alla povertà e alla solitudine.
Quello che è stato gettato 58 anni fa è un seme, il seme della parola di Dio che è cresciuto e ha gettato le sue umili radici nella terra, una terra che è simbolo delle persone che non si sono poste limite ai sogni, all’amore e alla carità. Come diceva il papa Giovanni Paolo II: non porsi “altro confine se non quello della carità, che non ha confini”.
È un seme che è nato, è germogliato e ha portato frutto. Il frutto dell’amore. Anche in quei paesi dove la terra sembrava potesse essere solo arida. Paesi come l’Ucraina, dove continua la resistenza forte e pacifica della Comunità, ma anche in Asia, in America Latina e in Africa con il beato Floribert, testimone della forza gentile che muove, ispira e anima la Comunità in tutto il mondo.
58 anni fa è nata una famiglia. Una grande famiglia che, unita nella difficoltà, resiste al male dei nostri giorni e lo combatte, nell’amicizia, nell’amore e nella fede.
Oggi la Comunità di Sant’Egidio è presente in tutti i continenti. Creando così una rete umana, fatta di persone e di amicizie accomunate dal desiderio di pace in quelle nelle periferie umane ed esistenziali dei diversi continenti. E si manifesta ogni giorno a partire dall’impegno tra i poveri di ogni condizione (dai senza fissa dimora agli anziani soli e ai bambini delle Scuole della Pace), dal programma DREAM per la cura dell’Aids a quello BRAVO! per la registrazione anagrafica, dal dialogo interreligioso secondo lo “spirito di Assisi” al lavoro per la pace in vari Paesi del mondo.
E tutto questo perché l’amicizia non conosce confini, nella consapevolezza che insieme tutto è possibile e tutto può cambiare!
Oggi continua questa grande sfida della costruzione di un mondo più umano. Allo stesso tempo vogliamo anche ringraziare il Signore per questi anni di preghiera, fraternità, amicizia con i poveri e di impegno per la Pace.