Venerdì 24 aprile, nel quartiere di Mortise, situato nella periferia nord del comune di Padova, si è svolta una giornata all’insegna della Pace e dell’amicizia tra generazioni. Nella nuova sede della Scuola della Pace, all’interno della scuola primaria “Gianni Rodari”, è stata esposta la mostra “Facciamo Pace”. Tanti disegni, lettere e parole che hanno viaggiato per l’Italia e che ci raccontano la guerra – di ieri e di oggi – vista dagli occhi degli anziani e dei bambini.
I Giovani per la Pace, assieme ai bambini, hanno preparato degli stand in cui si svolgevano varie attività: nel primo di questi, ad ogni bambino, è stato consegnato un “passaporto della Pace”. Un altro gesto di pace, è stato disegnare assieme ai bambini delle colombe, che unite a dei ramoscelli di ulivo, sono state poi attaccate fuori dalla scuola. Dopo questi momenti, ci si è trovati tutti insieme nella parte esterna della scuola: abbiamo ascoltato molte parole di pace, alternate da intermezzi musicali preparati dalla band dei Giovani per la pace di Padova.
Ascoltare le parole di pace degli anziani che hanno vissuto la guerra, o di un giovane adolescente che chiede un mondo di pace, ci ha fatto riflettere. Abbiamo parlato delle guerre che oggi feriscono il mondo, ma anche della violenza che colpisce le nostre città e i nostri quartieri. In questo mondo buio, il grido di pace dei bambini e dei giovani non si spegne, ma diventa ancora più forte e insistente. Abbiamo ascoltato la signora Luciana, che ci ha testimoniato la sua infanzia quando la guerra metteva a dura prova la sua vita e quella della sua famiglia:
“Il 16 dicembre del 1943 avevo 5 anni, ero una bambina come voi, quando 72 aerei lanciarono centinaia di bombe all’Arcella, poco distante da qui, era infatti il quartiere più vicino alla Ferrovia. In questi giorni guardando la televisione mi sembra di essere tornata indietro nel tempo! Ancora guerra? Ma come è possibile dopo quello che abbiamo passato? Basta! Non è giusto! Nessun bambino dovrebbe vivere nei rifugi, con la paura delle bombe o lasciare la propria casa! Ma ci siamo dimenticati cos’è la guerra?”
Oggi questa richiesta di pace, vogliamo che animi i nostri cuori e che diventi una richiesta costante, ma anche un modo di vivere, come recita una famosa filastrocca di Gianni Rodari:
“Ci sono cose da fare ogni giorno […], ci sono cose da fare di notte […], ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio! la guerra”.












