Categoria: Solidarietà

Puglia, il Festival della Pace

Puglia, il Festival della Pace

Nell’atmosfera del castello Normanno Svevo, Mesagne ha ospitato il Festival della Pace, organizzato dai giovani della Comunità di Sant’Egidio; uno spettacolo all’insegna della cultura, musica e solidarietà. Ma tra le note delle varie band che si sono esibite, parte saliente della prima tappa del Festival sono state le testimonianze e le storie degli ospiti della serata. Molto interessante è stato l’intervento del professor Alessandro Distante, presidente dell’ISBEM, che ci ha comunicato la ricchezza che la comunità ha portato nel Salento. Come ha specificato il professore, la cultura del dono è un valore che i Giovani Per la Pace hanno regalato a questa terra, e che si ha la necessità di trasmettere a tutti. In particolare la serata si è svolta concentrandosi sull’importanza di un’amicizia tra giovani e anziani, una rarità che con la cultura dello scarto, promossa dalla nostra società di oggi, è andata perduta. La seconda serata del festival a Porto Cesareo ha dato la parola ai più piccoli: dopo il saggio dei bambini del gruppo SaMi e le esibizioni musicali delle band, le testimonianze di Sara, Giovane Per la Pace di Roma, e Mbaye (collegato da Catania) hanno introdotto al pubblico il meraviglioso mondo delle Scuole della Pace. Durante la terza tappa del Festival, a San Vito dei Normanni, si è parlato dei disabili; in particolare degli Amici della Comunità di Sant’Egidio, che tramite l’arte e la cucina esprimono il loro estro creativo. dopo lo spettacolo di ginnastica artistica delle bambine e ragazze della Maran Sport e l’esibizione della cantante Carola, Vito, Antonello e Michele ci hanno parlato dell’amicizia dei Giovani per la Pace con i poveri di Lecce, e della loro forte identità pugliese. L’esibizione finale del nostro amico Hunza, conosciuto durante la prima edizione del Festival, è riuscito a coinvolgere con grande entusiasmo i nostri amici africani, sbarcati il giorno stesso sulle coste pugliesi, che hanno ballato insieme a noi animando la festa. Oggi pomeriggio, con la festa degli aquiloni, con i ragazzi africani ospiti del Green Garden, inizierà l’ultima tappa del festival a Torre Santa Sabina. Il tema della serata sarà proprio quello del legame che unisce il continente africani con la Comunità di Sant’Egidio e attraverso le testimonianze di alcuni Giovani per la Pace, ripercorreremo i viaggi in Africa, che hanno rafforzato questa profonda amicizia. Giovani per la Pace di Roma e della Puglia

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“Oggi sono contento che sei venuta a trovarmi!”

“Oggi sono contento che sei venuta a trovarmi!”

“Oggi sono contento che sei venuta!”. Mi accoglie così Modou. Le parole più belle del mondo, dette da un ragazzo alla festa di fine Ramadan che i Giovani per la Pace di Messina hanno organizzato per i minori, ospiti dell’istituto Spirito Santo. Abbiamo portato cibo, bibite, musica e tanta compagnia. Noi arriviamo, chi in macchina chi a piedi. Eccoli lì, sul muretto: loro ci aspettano, come sempre. Sono 14 ragazzi, con le loro storie, il loro passato. In Gambia, in Mali, hanno lasciato mamma e papà oltre che gli orrori della guerra, della miseria e della fame; qui in Italia sono arrivati denutriti, tristi, malati, e noi Giovani per la Pace di Messina eravamo lì ad accoglierli all’ospedale e alleviare quello che i medici non posso curare: la solitudine e i ricordi terribili del loro “viaggio della speranza”. Dopo due mesi, stanno bene e sorridono, sorridono tanto. “Lussia, Ramadan finito!!” mi dice Bakari. Sono contenti e sorridenti, mettiamo la musica ad alto volume, il cibo sul tavolo grande al centro, si inizia a chiacchierare. Ibrahima prende la macchina fotografica e si finge fotografo, chiedendoci di metterci in posa; qualcuno balla ma soprattutto si ride e si parla tanto, accentando anche le prese in giro sul nostro inglese inadeguato. E così mi viene in mente che quando si invitano gli amici a casa, è così che si fa, no? Posso dire che all’ inizio è stata Accoglienza, ma adesso è Amicizia, e per gli amici si fa qualunque cosa.   Lucia Florio , Giovani Per La Pace

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A Messina i Giovani per la Pace accolgono oltre 600 migranti

A Messina i Giovani per la Pace accolgono oltre 600 migranti

Domenica 20 luglio a Messina è arrivata una petroliera che ha soccorso in mare circa 600 migranti che sono stati accolti nella scuola media “Giovanni Pascoli”. Erano provenienti dalla Siria, Pakistan, Gaza, Eritrea e molti paesi del Centro-Africa. Noi, giovani per la pace di Messina e Barcellona, insieme a tutta la Comunità di Sant’Egidio, abbiamo da subito dato loro aiuto accogliendo gli immigrati e fornendo generi di prima necessità come vestiti e scarpe. Nei giorni seguenti abbiamo distribuito il pranzo creando un clima di amicizia e di familiarità. Abbiamo aiutato gli stranieri a comunicare, perché molti parlano inglese, abbiamo ascoltato le loro storie e abbiamo raccontato le nostre. Alcuni uomini siriani ci hanno raccontato le terribili situazioni vissute in mare e alcuni di loro purtroppo ci hanno chiesto notizie delle loro mogli che purtroppo erano morte durante la traversata. Nei prossimi giorni i migranti verranno trasferiti in un centro più attrezzato, molto probabilmente sempre a Messina, speriamo di cuore di poter continuare l’amicizia nata con molti di loro. Giuliana Lo Presti, Giovani per la Pace Messina

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Anziani, amici di strada e bambini in vacanza

Anziani, amici di strada e bambini in vacanza

Un variopinto spicchio di mondo fatto di bambini dei quartieri popolari, di giovani italiani e stranieri, di senza fissa dimora e di anziani soli degli istituti si è ritrovato la settimana scorsa ad Asolo (TV) per una vacanza organizzata da noi Giovani per la Pace di diverse città venete.

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La forza della pace

La forza della pace

  Dopo il successo dell’anno scorso sta per partire il Festival della Pace 2.0: una settimana nel Salento all’insegna della musica in collaborazione con il movimento di band Sounds for Peace, ma anche della pace e della solidarietà! Un programma ricco di appuntamenti tra serate a tema e feste nelle piazze più belle dei paesi del salentino; ma non può mancare la solidarietà! Il tour sarà impreziosito dalla visita agli anziani di alcuni istituti della zona, l’incontro con i poveri di Lecce e la festa degli aquiloni con i nostri amici africani al faro di Santa Sabina. Dopo l’attentato alla scuola “Morvillo Falcone” nel maggio 2012, che causò la morte di Melissa Bassi, i Giovani per la Pace hanno voluto portare un messaggio di speranza ai ragazzi di Brindisi e San Vito dei Normanni per rispondere alla violenza con l’amicizia. Da questo incontro è nato anche in Salento un movimento di giovani che vuole cambiare il mondo a partire dai poveri. Il programma delle serate: 28 luglio – “Gli anni non ci separano” : Mesagne – Atrio Castello Normanno Svevo29 luglio – “La parola ai bambini”: Porto Cesareo -piazza Nazario Sauro – 30 luglio – “Efficiente?Abile? No, Amico!”: San Vito dei Normanni – Arena Villa Comunale31 luglio – “Un sogno chiamato Africa”: Santa Sabina – Faro Per conoscere ulteriori dettagli consultate la pagina Facebook dell’evento!  

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«Farò la pediatra L’ho capito con il volontariato»

«Farò la pediatra L’ho capito con il volontariato»

Riportiamo sul nostro blog l’intervista pubblicata oggi sull’edizione romana del Corriere della Sera ad Elena, una giovane per la Pace che ha fatto la maturità quest’anno, con ottimi risultati. Tra libri, compiti e lezioni, Elena ha sempre trovato il tempo per il volontariato, per aiutare i bambini delle famiglie svantaggiate di Ostia. Bimbi che, alla fine, hanno ispirato anche il suo cammino di vita. «Lo scorso aprile ho passato il test di accesso alla facoltà di Medicina della Sapienza: voglio diventare pediatra», ha solo 18 anni Elena Mastrorilli, 5D del liceo scientifico Labriola, ma le idee sono chiarissime. Ha appena finito gli esami e può essere soddisfatta: il suo voto finale è un 100 tondo tondo. L’istituto superiore di Ostia le ha permesso di ottenere una formazione completa, anche grazie all’indirizzo informatico: dal latino alla filosofia, dalla matematica alla letteratura, la neo-diplomata ha amato tutte le materie, ma ha sempre dimostrato con una particolare predisposizione per quelle scientifiche. Ha vinto anche la sfida più difficile, la scelta dell’analisi del testo di Quasimodo per la prima prova scritta, che alla fine le ha portato fortuna. Poi ha lavorato ad un’elaborata tesina sull’argomento dello «stupore» che ha impressionato la commissione della maturità: la 18enne ha unito temi come la creazione, l’arte e l’architettura, puntando su un focus sulla splendida Sagrada Familia , l’opera di Gaudì che si eleva sulla città di Barcellona. «Gli esami sono andati bene, avevo già una media piuttosto alta. – racconta – L’orale è stato il momento più critico, avevo paura di fare scena muta, ma ce l’ho fatta nonostante l’ansia. I miei genitori, mamma insegnante e papà impiegato, sono molto orgogliosi del voto che ho preso. Nel tempo libero per anni, insieme alla comunità di Sant’Egidio di Ostia, ho seguito i bimbi delle periferie con i progetti della Scuola della Pace. Li aiutavo a fare i compiti, a socializzare, giocare: erano tutti bambini con famiglie problematiche e insieme a noi hanno potuto avere un sostegno continuo. È stata un’esperienza straordinaria, che mi ha fatto capire che nel futuro voglio ancora dedicarmi a loro. Diventare medico, specializzarmi in pediatria ora è il mio prossimo obiettivo». Valeria Costantini

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Periferie al centro del mondo

Periferie al centro del mondo

Riceviamo da un Giovane per la Pace di Bari e volentieri pubblichiamo: Come è noto, una delle tracce della prima prova dell’ultimo esame di maturità, era incentrata sulla tematica riguardante le periferie. Migliaia di studenti hanno potuto trarre spunto da un frammento di un discorso elaborato qualche tempo fa dal senatore a vita Renzo Piano:

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Fotodiario di una giornata indimenticabile

Fotodiario di una giornata indimenticabile

Domenica 15 giugno 2014, è una di quelle date che non scorderemo mai. Papa Francesco ha voluto incontrare la Comunità di Sant’Egidio nel quartiere Trastevere, a Roma, andando ad omaggiare con la Sua Preghiera la Basilica di Santa Maria in Trastevere e la Chiesa di Sant’Egidio, da cui la Comunità prese il nome.

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