Author Archive for: steorlando

Monaco: comunicato dei Giovani per la Pace

monaco-sparatoria0052-1000x600

I Giovani per la Pace si stringono alle famiglie colpite dal tragico attentato che ha colpito Monaco ieri 22 Luglio 2016. Siamo particolarmente commossi, perché i giovani, nostri coetanei, sono stati il primo bersaglio di questo gesto folle. È sempre più evidente che il clima di violenza che soffia nelle periferie umane ed esistenziali, che produce orrori come quello di ieri sera, vada fermato con un’azione pacifica di persone che in quelle periferie si impegnino per cancellare le disuguaglianze e le differenze. Questa tragedia mette tanti davanti ad una verità: è la violenza che crea questi drammi, non la religione, e ai tanti che continuano ad additare l’islam come colpevole, anche in un contesto in cui non c’entra nulla come quello dell’attentato di Monaco, noi vogliamo dire che questo è solo un modo populista per dividere ancora di più la società: attenzione, in una società divisa la violenza si insinua più forte. E l’Islam, non è un problema, ma ha un problema, quello di tanti di cattivi maestri che sfruttano questa religione per reclutare soldati per la loro causa tra i i giovani. Noi Giovani per la pace continuiamo ad invitare alla preghiera e ad unire la gente attraverso il nostro lavoro dove sono presenti le cicatrici del mondo e delle nostre città per costruire città vivibili, meno violente e dove la società sia finalmente la società del convivere, l’unica società possibile per sconfiggere la violenza

Continua la lettura

Il primo pranzo di Natale a Lecce organizzato dai GxP

10325569_982985471784670_3043312339574564823_n

Anche a Lecce, per la prima volta quest’anno, un pranzo di Natale. I Giovani per la Pace della città hanno lavorato molto, insieme a tanta altri che hanno aiutato, perché il #MercyChristmas arrivasse anche da loro. Ecco a voi una clip della TV Telerama che ci racconta questo splendido pranzo.

Continua la lettura

#MercyChristmas IL VIDEO!

1_20121225-natale-trastevere-santegidio-basilica-0

Aiutaci e sostienici, Stiamo preparando la Tavola di Natale più grande del Mondo. Sostienici con una donazione: QUI  Porta il tuo regalo in un centro di raccolta  DIVENTA UN BABBO NATALE SEGRETO  Partecipa con noi attivamente! Contattaci mandando una mail a giovanixlapace@gmail.com Partecipa al Natale con i Giovani per la Pace. Una tavola con 181.000 persone in 78 paesi nel mondo! Guarda il Video e… Posted by Giovani per la pace on Lunedì 14 dicembre 2015

Continua la lettura

A Genova preghiera per le vittime dei viaggi della speranza.

12316186_10206896139035710_2442439388910116011_n

Universitari e nuovi europei insieme per ricordare chi ha perso la vita nei “viaggi della speranza”.  a Genova, nella Chiesa di S.Pietro e Paolo, c’è stata la preghiera “Morire di speranza “, a cui hanno partecipato tanti profughi della nostra città provenienti da diversi paesi africani e asiatici. Una preghiera per ricordare i compagni persi nel tentativo di raggiungere il nostro paese, morti nella speranza di poter finalmente vivere in pace. Ragazzi di cui spesso non conosciamo il nome, il volto, il cui ricordo è affidato a quel compagno di viaggio che in quelle interminabili ore è diventato un amico, un fratello con cui condividere una delle tragedie più terribili del nostro secolo. Ricordare per loro è doloroso, una ferita che difficilmente potrà richiudersi. Hanno impressi nella mente quei volti, i sorrisi e la paura di chi non ce l’ha fatta, il cui nome e ricordo non resta che affidare al Signore, pregandolo di salvare i tanti che stanno compiendo lo stesso viaggio

Continua la lettura

I Giovani per la pace all’udienza di Papa Francesco per i Rom e Sinti

12193630_10205073181415359_5260240042844865916_n

Lunedì 26 ottobre, San Pietro. Nell’aula Paolo VI si respira un clima familiare, di festa, nell’attesa di ricevere udienza dal Papa. È in questo giorno che Papa Francesco ha voluto invitare le famiglie Rom e sinti di Roma- in collaborazione con molte associazioni, tra cui la Comunità di Sant’Egidio- insieme a tante altre piccole rappresentanze provenienti da gran parte dell’Europa, per trascorrere insieme una giornata all’insegna dell’amicizia e del dialogo. E il tema del dialogo ricorre spesso nel discorso del Papa, in cui incoraggia la società a non costruire muri di divisione con il popolo Rom, dando vita invece ad un vero e proprio dialogo di amicizia, fondato sull’accettazione e il rispetto dell’altro. Un discorso toccante, la cui veridicità fa riflettere su come la civiltà del nostro mondo si sia imbarbarita nei confronti della popolazione Rom, e di come noi tutti siamo stati complici in un vero e proprio omicidio dei diritti inviolabili dell’uomo. “Ho voluto vedere le condizioni precarie in cui vivete: l’ordine morale e sociale impongono che ogni essere umano possa godere dei diritti fondamentali”. Ed è proprio sui diritti che Papa Francesco insiste, esprimendo il suo sdegno per come alcuni dei diritti fondamentali ( come una casa) vengano sistematicamente violati e ignorati nei confronti dei nomadi. E l’appello del Papa continua invitando ad investire sul futuro dei bambini Rom, che definisce un vero e proprio tesoro, dal momento che saranno non solo il futuro del loro popolo, ma parte integrante della società di domani. Una giornata storica, senza precedenti, e in cui l’augurio e l’impegno che il Papa promuove, è quello di poter vedere, un giorno, il popolo dei Rom e dei Cinti cambiare pagina, cominciare una nuova storia che porti pace al loro popolo e che si incontri con le società che fino ad ora non si sono mai dimostrate capaci di accettare la loro presenza. Laura Vesprini

Continua la lettura

Grande Festa in Africa! Nascono i Giovani per la Pace di Matola in Mozambico!

IMG_0333

                         “O mundo muda a cada gesto teu” Giovani per la Pace di Matola-Mozambico   “Il mondo cambia con un tuo gesto ”   Oggi siamo tutti felici e euforici. Abbiamo terminato una fase di crescita che ci rende soggetto pubblico e  attori protagonisti del cambiamento della nostra città. E’ stato  grande il lavoro per arrivare al lancio ufficiale dei Giovani della Pace di Matola tenutosi il 31 ottobre 2015. Dopo la visita a luglio di Marco Impagliazzo, presidente della Comunita’ di Sant’Egidio in Mozambico, tante sono state le attività realizzate per conoscere e familiarizzare con la realtà della gioventù di Matola, in particolare i giovani delle scuole secondarie e universitarie con i quali abbiamo condiviso intense giornate di conferenze e colloqui che hanno dato senso alla vita di molti . La solidarietà, l’amore, la compassione, la tolleranza, la pace, l’onestà, la lealtà, il cambiamento, l’umiltà, la non violenza, la preghiera, i poveri,l’ amicizia … beh … sono stati piatti forti dell’ eredità della Comunità che ci ha aiutato a vivere e trasmettere a tanti la voglia di cambiare il mondo in cui viviamo e a vivere l’amicizia con tutti. Nei mesi  precedenti al lancio , Giovani per la Pace si e’ presentato con delle  conferenze in varie scuole  della citta’ di Matola : Teacher Training Institute a Matola, Scuola Secondaria di Matola, Wutivi Università (ex ISTEG), Community School Carlos Filipe Tembe, Secondary School Liberty School Secondaria San Marcos, Istituto Agrario di Boane, Community School Margarida Naseu. In ogni scuola siamo stati  ben accolti e presto in tanti si sono aggiunti per aiutare nel servizio ai poveri della citta’. E’ nato cosi’ lo slogan “Il mondo puo’ cambiare con un tuo gesto .” Nell’ultima settimana prima del lancio, abbiamo realizzato una intensa campagna attraverso i media come la televisione, Facebook, Instagram e WhatsApp per la diffusione dei Giovani per la Pace,  offrendo l’invito a aderire  a un movimento che mira a un futuro invidiabile per tutti i giovani. Oggi viviamo una grande gioia. Abbiamo raccolto  giovani artisti, narratori di poesie, ballerini, cantanti, studenti, una massa giovanile con una forte rappresentanza delle principali scuole della nostra città, che vuole impegnarsi con noi per cambiare sopprattutto la vita de piu’ poveri. Si tratta di un impegno che vale la pena di vivere e credere. Il  Giubileo della misericordia ci aiuta a capire il mondo in cui viviamo e ci chiama ad aprire le porte del futuro a partire da un  grande Natale che desideriamo far vivere anche a tutti i nuovi amici che si sono aggiunti a noi, un Natale, in cui i poveri e i bambini saranno al centro dell’attenzione e soprattutto dove la Pace e l’Amicizia saranno il nostro piatto principale. Siamo felici e entusiasti. Noi possiamo essere il cambiamento che vogliamo per il mondo.   “Il mondo cambia con un tuo gesto ”  

Continua la lettura

Roma ricorda la deportazione degli ebrei – VIDEO –

16_ottobre_19432013_la_marcia_in_memoria_della_deportazione_degli_ebrei_romani_2

Non c’è futuro senza memoria: anche quest’anno una marcia silenziosa attraversa Roma per far memoria degli ebrei deportati ad Auschwitz. Tutti gli anni dal 1993 la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma fanno memoria di quel tragico 16 ottobre del 1943. La marcia si snoderà da piazza S.Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal Ghetto furono condotti al Collegio militare a Trastevere, prima di essere trasportati in treno ad Auschwitz. Degli oltre 1.000 ebrei deportati, tra i quali 200 bambini, tornarono a casa solo 16 persone, tra cui 1 sola donna. Quest’anno la marcia partirà da piazza Santa Maria in Trastevere sabato 17 ottobre 2015 alle ore 19:30   GUARDA IL VIDEO  Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio: ” E’ una memoria che aiuta a rimarginare una ferita che attraversa la città di Roma dal lontano 16 Ottobre del ’43, ma è soprattutto una memoria che guarda al futuro. Tutte le generazioni, italiani, nuovi italiani e nuovi europei, che saremo presenti il 16 Ottobre, vogliamo costruire la società di domani, la Roma di domani,  come Roma del convivere, tra persone che vengono da tante culture, di religioni diverse, e da tante esperienze umane diverse …”     Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma: “Ancora di più è forte questo messaggio di fronte a quello a cui assistiamo in Europa, ondate di profughi e di rifugiati che si affacciano nei nostri confini e che chiedono di essere accolti, aiutati, sostenuti, settant’anni fa lo fecero anche i miei parenti, la mia famiglia, molte famiglie ebraiche d’Europa, e purtroppo quelle porte non furono aperte, noi che dell’accoglienza e dell’integrazione siamo per antonomasia forse l’esempio più importante, siamo qui per aprire quelle porte, per chiedere a tutti di farlo con serenità, con sincerità, e con comprensione per i bisogni dell’altro…”

Continua la lettura

#Peaceispossible! A Tirana le religioni costruiscono la pace nel mondo

Opening_Ceremony_of_Peace_is_the_Future__Antwerpen_7_September_2014_36

Tirana, 2015. A ventinove anni dal primo incontro tra le religioni di Assisi ,e’ questo il luogo dove si sta svolgendo l’incontro internazionale interreligioso di Preghiera per la Pace, che si presenta con un titolo semplice ma incisivo: Peace is always possible (la pace e’ sempre possible). Ci si chiede tuttavia come mai la scelta sia ricaduta su una citta’ come Tirana, e la risposta non puo’ che ricercarsi nel passato turbolento del paese. Come infatti spiega il presidente della Comunita’ di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, l’Albania e’ stata protagonista di uno scenario drammatico che ha visto durante gli anni un enorme flusso migratorio di cittadini albanesi abbandonare la propria terra in condizioni disastrose, tragiche. Ricordi lontani, ma che oggi sono considerati parte di un tema di grande attualita’. Ma il fascino di Tirana, dove in questi giorni si respirera’ lo spirito di Assisi, lo si ritrova anche nel suo clima di ottima convivenza tra le varie realta’ etniche e religiose presenti sul territorio. Puo’ sembrare infatti surreale, se non utopica, la presenza di cristiani ( cattolici, protestanti e ortodossi) e musulmani che vivono pacificamente giorno per giorno in pace e amicizia. Ma sono queste le fondamenta su cui lavora l’incontro internazionale di preghiera per la pace, e sono queste le fondamenta su cui la Comunita’ di Sant’Egidio si impegna, giorno per giorno, a costruire un mondo piu’ umano. Laura Vesprini

Continua la lettura

Da Assisi a Tirana: #PeaceisPossible!!

g_paolo_86assisi1

  Cari fratelli e sorelle, Capi e rappresentanti delle Chiese cristiane e comunità ecclesiali e delle religioni mondiali, Cari amici. Nel concludere questa giornata mondiale di preghiera per la pace, a cui voi siete intervenuti da molte parti del mondo, accettando gentilmente il mio invito, vorrei esprimere i miei sentimenti, come un fratello e un amico, ma anche come un credente in Gesù Cristo, e, nella Chiesa cattolica, il primo testimone della fede in lui. In relazione all’ultima preghiera, quella cristiana, nella serie che abbiamo ascoltato, professo di nuovo la mia convinzione, condivisa da tutti i cristiani, che in Gesù Cristo, quale Salvatore di tutti, è da ricercare la vera pace, “pace a coloro che sono lontani e pace a quelli che sono vicini” (Ef 2, 17). La sua nascita fu salutata dal canto degli angeli: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace agli uomini che egli ama” (Lc 2, 14). Predicò l’amore tra tutti, anche tra i nemici, proclamò beati quelli che operano per la pace (cf. Mt 5, 9) e mediante la morte e la risurrezione ha portato riconciliazione tra cielo e terra (cf. Col 1, 20). Per usare un’espressione di san Paolo apostolo: “Egli è la nostra pace” (Ef 2, 14). È infatti la mia convinzione di fede che mi ha fatto rivolgere a voi, rappresentanti di Chiese cristiane e comunità ecclesiali e religioni mondiali, in spirito di profondo amore e rispetto. Con gli altri cristiani noi condividiamo molte convinzioni, particolarmente per quanto riguarda la pace. Con le religioni mondiali condividiamo un comune rispetto e obbedienza alla coscienza, la quale insegna a noi tutti a cercare la verità, ad amare e servire tutti gli individui e tutti i popoli, e perciò a fare pace tra i singoli e tra le nazioni. Sì, noi tutti siamo sensibili e obbedienti alla voce della coscienza di essere un elemento essenziale nella strada verso un mondo migliore e pacifico. Potrebbe essere diversamente, giacché tutti gli uomini e le donne in questo mondo hanno una natura comune, un’origine comune e un comune destino? Anche se ci sono molte e importanti differenze tra noi, c’è anche un fondo comune, donde operare insieme nella soluzione di questa drammatica sfida della nostra epoca: vera pace o guerra catastrofica? Sì, c’è la dimensione della preghiera, che pur nella reale diversità delle religioni, cerca di esprimere una comunicazione con un Potere che è al di sopra di tutte le nostre forze umane. La pace dipende fondamentalmente da questo Potere che chiamiamo Dio, e che, come noi cristiani crediamo, ha rivelato se stesso in Cristo. Questo è il significato di questa giornata di preghiera. Per la prima volta nella storia ci siamo riuniti da ogni parte, chiese cristiane e comunità ecclesiali e religioni mondiali, in questo luogo sacro dedicato a san Francesco per testimoniare davanti al mondo, ciascuno secondo la propria convinzione, la qualità trascendente della pace. La forma e il contenuto delle nostre preghiere sono molto differenti, come abbiamo visto, e non è...

Continua la lettura

I GXP di Napoli raccontano: DREAM! Il Sogno per far rinascere l’Africa!

10517948_670286203107836_5193465141615213870_n

Il nostro viaggio in Mozambico ci ha dato grande emozione. La maggior parte del tempo la trascorriamo al centro nutrizionale di Matola dove ogni giorno giochiamo, balliamo, cuciniamo con la gioia nel cuore e la voglia di essere insieme. Ma una mattinata abbiamo voluto dedicarla ai luoghi di Dream. Quando sentiamo parlare di Dream pensiamo sempre a qualcosa di grande e non ci sbagliamo. Dream é qualcosa di grande! Gli occhi delle persone in attesa al centro di Machava, il primo centro aperto in Mozambico, non si dimenticano, raccontano di quanto questa eccellenza scientifica continui a salvare vite. Le attiviste ci testimoniano di quante ne ha salvate in passato, il centro di Matola 2 per la prevenzione della trasmissione verticale, ci dice quante vite nuove salverà ancora, grazie alla cura che somministrano alle donne sieropositive incinte. Il dato più bello ad oggi é che nell’ ultimo anno tutti i bambini sono nati sani grazie a questo trattamento! Dream è stato e sarà vita. La forza di questo progetto e delle persone che ci lavorano somiglia tanto ad un miracolo, un miracolo di umanità, attenzione, dedizione. C’ é negli occhi di tutti la voglia di salvare, di non dimenticare, di non dover dire che ormai é troppo tardi. Dream da coraggio e insegna che il cambiamento parte dall’ attenzione per la vita di ognuno. Giovani per la Pace di Napoli

Continua la lettura

Tirana2015 is coming! #PEACEISPOSSIBLE

PANEL_8_Martyrs_in_Our_Times_2

Siamo pronti a partire, con una nave carica di sogni, la Bari- Durazzo, tutti con un’unica direzione Tirana, città a cui tanti di noi sono legatissimi. A Tirana si parlerà, si sognerà, si farà PACE! Perché la pace è sempre possibile, anche in questi anni in cui sembra essersi smarrita, in cui i nostri occhi sono pieni del male di guerre senza fine, di stragi senza età di violenza. Serve tornare a sognare la pace, e le religioni in questo hanno un ruolo cruciale. Seguiteci su questo blog, sulla nostra pagina, sin dalla partenza, seguiremo il suono emozionante di religioni, uomini spirituali, leader e gente comune, uniti per la pace, tutti insieme per dire che #peaceispossible. Seguiremo le conferenze che si terranno dal 6 all’8 Settembre,  ve ne renderemo conto, vi offriremo le immagini di un mondo multicolore e unito! Ecco l’appello di Pace della preghiera per la pace tenutasi ad Anversa nel 2014! Buona lettura e costruiamo insieme un mondo di Pace! APPELLO DI PACE 2014   APPELLO DI PACE Donne e uomini di religione diversa ci siamo riuniti su invito della Comunità di Sant’Egidio ad Anversa, nel cuore dell’Europa. In una terra che ha subito l’orrore della Grande Guerra Europea e Mondiale, un secolo fa. Ci inchiniamo alla memoria dei tanti caduti e ripetiamo: Mai più la guerra! Oggi invece la guerra è tornata sul suolo europeo, travolge convivenze millenarie in altre terre, fa soffrire troppi. Abbiamo ascoltato la preghiera di milioni di profughi e fuggiaschi, di chi chiede di non morire di fame e di sete, di malattie curabili in altre parti del mondo. La richiesta di dignità dei poveri, il bisogno di giustizia di popoli, le periferie del mondo. Il mondo ha avuto grandi possibilità e tempo per costruire la pace, per accorciare le distanze, per prevenire i conflitti, prima che le crisi diventassero troppo grandi. Il mondo ha perso però tante occasioni. Ma ora è tempo di decisione, non di rassegnazione. La guerra e la violenza in tante parti del mondo vogliono riscrivere i confini, le forme di vita, il modo in cui guardiamo all’altro. Il mondo rischia di perdere il senso di un destino comune proprio mentre è diventato globale. Ci sono malattie profonde che rendono tutto difficile: la divisione e la rassegnazione attraversano e indeboliscono tanti: le comunità religiose, la politica, gli assetti e le istituzioni internazionali. Le religioni sono chiamate a interrogarsi: hanno saputo dare un’anima alla ricerca di un destino comune o sono state catturate in una logica conflittuale? Ma le religioni possono molto: dare cuore e anima alla ricerca della pace come destino comune di tutti i popoli. Ci assumiamo oggi la responsabilità della pace quando troppo pochi sognano la pace. Le religioni dicono oggi con più forza di ieri: non c’è guerra santa; l’eliminazione dell’altro in nome di Dio è sempre blasfema. L’eliminazione dell’altro, usando il nome di Dio, è solo orrore e terrore. Accecati dall’odio, ci si allontana in questo modo dalla religione pura e si distrugge quella religione...

Continua la lettura

Il migrante soffre soprattutto per mancanza di visione

Il migrante soffre soprattutto per mancanza di visione

«Io credo tuttavia che l’uomo soffra soprattutto per mancanza di visione». Così scriveva Giovanni Paolo II. Una verità che oggi vediamo verificarsi su chi migra. Il tema della visione per l’Europa è fondamentale. Negli anni in cui poco si è parlato di migranti il senso del nulla e del torpore ha invaso tutti, in modo trasversale. Sembrava che l’Europa fosse solo un’accozzaglia di questioni economco-finanziarie lontane dagli uomini. Se ci chiedessimo cosa caratterizzava il nostro dibattito non lo ricorderemmo. O al massimo ricorderemmo di sigle e questioni economiche che per nulla hanno toccato i nostri cuori o la nostra coscienza. I migranti però, affondando in un mare diabolico o morendo nelle guerre o per mano degli specialisti del terrore, hanno fatto riemergere passioni (tristi) che ci danno l’illusione di esser vivi. Il cattivismo. L’urlo. L’indifferenza. La spietatezza dei commenti. Lo schierarsi contro, anche poco comprendendo. Tutti indicatori di passioni tristi, disumane. “Partono perché illusi”, “partono perché li andiamo a prendere”, “partono perché la Libia è un caos”. Le frasi del torpore e del nulla. Un mantra continuo, incessante, contro una verità: l’assenza di “visione”. Un’assenza che ha incendiato i conflitti, aumentato le violenze e fatto razzia di vite. Un torpore ed un nulla che anziché porre fine agli scenari di disumanità e di morte ne ha aperti altri. Ungheria, Macedonia, il tunnel della manica, i camion. Spesso si è detto che la Libia è un inferno perché nel caos: ma vige il caos lì dove anziani e bambini sono costretti a strisciare sotto il filo spinato per avere salva la vita ? No. Lì vige in torpore ed il nulla: l’assenza di visione di cui il migrante soffre. E’ uno spettacolo indegno. Un torpore indegno. Un’assenza di visione indegna. Stiamo scambiando dei diseredati per ladri, affamati per ingordi, disperati per vacanzieri. C’è una domanda che sorge spontanea davanti a muri in costruzione e fili spinati: dopo i migranti chi saranno i prossimi dall’altra parte, i prossimi a soffrire per mancanza di visione ? Chi catalizzerà la passione triste divenendo un capro espiatorio che muore senza scandalizzare ? Gli “Untermensch” – termine che nell’ideologia razzista nazista descriveva coloro che erano considerati popoli inferiori – chi saranno ? Chi saranno le categorie le cui morti non provocheranno una grande vergogna nel cuore di tutti ? Ma c’è un’altra domanda: che valore avrà la vita in Europa ? L’epifania della vita, dell’estraneo, del volto, dell’altro che evoca la nostra responsabilità saremo in grado di sperimentarla ? Le immagini di sofferenza di questi giorni non vengono dalla Libia ma dall’Europa ed è preoccupante perché se la vita non è tale dove si cerca rifugio, non lo è in nessun altro luogo. I migranti stanno soffrendo soprattutto per mancanza di visione. E lentamente anche noi. Non perché qualcuno ci toglie futuro e risorse (“ci ruba il lavoro”) ma perché non ci stiamo (pre)occupando di costruire, allargare, sperimentare una visione accogliente in grado di accogliere “l’epifania del volto”. E ormai lo sappiamo e lo vediamo:...

Continua la lettura

CONTATTACI

Scrivici qui e ti rispondiamo per mail nel minor tempo possibile! Giovani per la Pace

Sending

©2020 LG-Design.it a theme from LG-Design

or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Registrati