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LE AUDIZIONI DI “PLAY MUSIC, STOP VIOLENCE”: IDEE, MUSICA, REALTÀ

LE AUDIZIONI DI “PLAY MUSIC, STOP VIOLENCE”: IDEE, MUSICA, REALTÀ

La musica sembra alleviare il dolore, sembra motivare il cervello.(Pink Floyd) Continua il nostro viaggio nel mondo di “Play Music Stop Violence. La seconda fase si è svolta domenica 14 aprile con le audizioni di ben 13 delle 37 band partecipanti al concorso in uno dei più grandi locali della capitale, l’ Alpheus di Roma, che già negli anni scorsi ha ospitato la finale delle precedenti  edizioni di PMSV. Dall’ energia dirompente dei “Piano A”, alle atmosfere esotiche della World Music degli “Highway of Time”, sino ai meandri del Pop Punk dei “Dry Skunk”. Dopo le esecuzione di ogni pezzo la giuria, composta da importanti personalità del mondo della musica e non, ha posto varie domande a ciascun gruppo. Emozioni e sentimenti sono sprizzati dal palco. E’ emersa, con forza, la convinzione che attraverso l’energia della musica è possibile far conoscere con chiarezza il sogno di un mondo migliore, libero dalla violenza. Lo sforzo (riuscito) di tutti i partecipanti è stato quello di legare note e parole, in un’armonia non fine a se stessa, ma legata concretamente alla realtà: dalla quotidianità dei nostri gesti alla violenza nuda che i nostri occhi incrociano. A breve sul blog verranno postate le interviste rilasciate da alcune delle band partecipanti. Ora non possiamo che aspettare il secondo turno di audizioni che si svolgerà domenica 21 aprile, sempre all’ Alpheus, con le altre band, tra cui gli “Aigherai”, i “Radio Aut e i “Redfi eld Street”. PAOLO MASCI

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Corea del Nord: Guerra Termonucleare o ennesimo bluff?

Corea del Nord: Guerra Termonucleare o ennesimo bluff?

Quanti hanno in questi giorni acceso il televisore e  sbigottiti hanno scoperto che il mondo si sta preparando ad una guerra nucleare? Non è uno scherzo o semplice retorica perchè la Corea del Nord questa volta fa sul serio e lo testimoniano i provvedimenti adottati dagli Stati minacciati( Giappone, Corea del Sud e persino gli Stati Uniti) . Ovviamente non desidero gettare il lettore nel panico ma è bene che si conosca la realtà dei fatti internazionali. Per comprendere la natura del conflitto dobbiamo riavvolgere il nastro fino al 1950. In quegli anni, durante la guerra fredda, Pyongyang(capitale della Corea del Nord) aveva il supporto  economico e diplomatico della Russia comunista mentre a Seul si era insediato un governo nazionalista appoggiato dagli americani. Le tensioni tra le  2 potenze asiatiche iniziarono da allora e celavano un contrasto tra il blocco occidentale statunitense e quello orientale sovietico. Gli scontri militari terminarono col l’armistizio del 1953 che confermò la divisione della Corea al 38° parallelo. Dopo un apparente periodo di pace tra i due popoli, le rivendicazioni territoriali si sono prolungate fino ad oggi e hanno raggiunto il picco massimo quest’ anno. Le ragioni sono diverse e tutte plausibili. Sicuramente in Corea del Nord, dove vige una dittatura totalitaria di stampo stalinista, il Dittatore Kim Jong Un impone una politica interna ed estera fondata sulla logica del terrore, sull’assenza di pluralismo politico e sociale, su un apparato militare potente. Ogni cittadino è tenuto obbligatoriamente, maschio o femmina, a dedicare parte del suo tempo all’ esercito mentre crisi alimentari e forme di violenza sulla popolazione sono fenomeni comuni. Il dittatore nord-coreano ha affermato che gli armamenti nucleari costituiscono la base della pace giustificando così continui finanziamenti all’ industria  bellica. In seguito alle continue minaccie nucleari, il Giappone è corso ai ripari installando batterie anti-missile  presso Tokyo. Kim Jong Un ha addirittura lanciato un messaggio agli stranieri della Corea del Sud di lasciare immediatamente il paese per evitare che vengano colpiti dai loro stessi missili. Non sappiamo con certezza cosà accadrà e quali ripercussioni avrà questo conflitto sulla vita di milioni di persone. C’è veramente il pericolo di una guerra nucleare o si tratta del solito bluff? Come sanno i giocatori di poker, il bluff tanto più funziona quanto più sei ricco. La Corea del Nord però è poverissima. Fabio Lazzari

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Ai Castelli Romani per parlare dei Rom

Ai Castelli Romani per parlare dei Rom

20 marzo 2013 Oggi al Liceo “James Joyce” di Ariccia (Roma), alcune classi hanno partecipato ad una giornata di studio e conoscenza del popolo Rom. Ospite della giornata è stato Daniel dei Giovani per la Pace del quartiere romano di Torbellamonaca. I ragazzi e le ragazze hanno così potuto conoscere gli aspetti più importanti che caratterizzano il popolo Rom direttamente dalle parole di un loro coetaneo. Daniel  ha raccontato la sua storia e quella della sua famiglia, del viaggio intrapreso dalla Romania all’Italia. Daniel ha  voluto anche sottolineare come l’incontro con i Giovani per la Pace è stato  per lui decisivo:  “Io mi ricordo che alla Scuola della Pace stavo bene perché ho ricevuto tanta amicizia. Un’amicizia che dura ancora oggi. Infatti crescendo alla Scuola della Pace, ho imparato che la vera dignità e il vero rispetto si conquistano quando tu puoi essere utile per gli altri. Ora faccio parte dei Giovani  per la Pace e insieme a loro faccio la Scuola della Pace a Torbellamonaca. Adesso sono io che aiuto i bambini del quartiere a crescere bene”.

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Papa Francesco. Un amico dei poveri

Papa Francesco. Un amico dei poveri

I Giovani per la Pace sono molto contenti per l’elezione del nuovo papa Francesco. Nome particolarmente significativo che testimonia un interesse ancora maggiore della Chiesa verso i più poveri. Ecco il discorso del Papa. Nell’elezione avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo, Claudio Hummes, un grande amico che quando la cosa diveniva un po’ pericolosa per me mi confortava. Quando i voti sono saliti a due terzi, momento in cui viene l’applauso consueto perché è stato eletto il Papa, lui mi ha abbracciato e mi ha detto “non ti dimenticare dei poveri“. Alcuni non sapevano perché ho scelto il nome Francesco, e si chiedevano se fosse per Francesco Saverio, Francesco di Sales o Francesco d’Assisi. È in relazione ai poveri che ho pensato a Francesco. Poi ho pensato alle guerre mentre lo scrutinio proseguiva e così è venuto l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato, con il quale oggi abbiamo una relazione non tanto buona.                                  

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Cambiare il mondo a partire dai poveri, in Puglia

Cambiare il mondo a partire dai poveri, in Puglia

“Cambiare il mondo a partire dai poveri”, con questa proposta i Giovani per la Pace di Roma si sono presentati ai ragazzi pugliesi.  Questo evento è stato un nuovo tassello alla storia di amicizia tra i Giovani per la Pace e i giovani pugliesi iniziata questa estate.È stata una giornata ricca di incontri: nella mattina, prima dell’assemblea cittadina, si sono tenuti due incontri sulla pace in Mozambico nella succursale dell’istituto Morvillo a San Vito dei Normanni e all’istituto Giorgi di Brindisi. In questi luoghi di comprovata accoglienza, i nostri amici hanno conosciuto per mezzo delle parole degli oratori il nesso tra la “pace italiana” in Mozambico e la prospettiva di pace a Brindisi, Mesagne, San Vito, Campi Salentini.   È un viaggio a più riprese: i Giovani per la Pace hanno iniziato a visitare questi luoghi a partire da un ricordo di dolore (l’attentato del 19 maggio 2012 all’istituto Morvillo Falcone in cui perse la vita la studentessa Melissa Bassi di 16 anni, mentre altre ragazze rimasero ferite) per portare un messaggio di speranza.  Con la preghiera e l’amicizia con i poveri possiamo conoscere Gesù: “Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”. II Cor 8,9.

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Tolleranza e Cittadinanza

Tolleranza e Cittadinanza

Il dibattito sulla democrazia sembra essere tornato attuale, soprattutto in questo periodo post elettorale. La domanda di partecipazione diretta dei cittadini alla “cosa pubblica”, sembra essere la vera novità. Non è superfluo ribadire un principio che si ritiene fondamentale: una società è veramente democratica e aperta, quanto più è accogliente verso le minoranze e le fasce deboli della popolazione, come gli anziani, i disabili e i poveri in generale. Il grado di apertura di una società si misura quindi dal suo “livello di tolleranza”? Tanto più siamo tolleranti verso chi è “diverso” da noi, tanto più siamo democratici? La risposta è sicuramente affermativa ma non basta. Noi sogniamo qualcosa di più. La democrazia che noi pretendiamo è quella che si basa sul principio della “cittadinanza”. Cosa vuol dire? Io non ti accetto perchè dall’alto della mia superiorità, “ti tollero”;  io ti accetto perchè, seppur diversi (per origine, età, condizione sociale, ecc…), io e te siamo entrambi cittadini di questa Nazione e, in quanto tali, siamo pieni titolari degli stessi diritti e tenuti ai medesimi doveri. Da qui nasce il vero rispetto della dignità dell’altro e il vero modo per eliminare alla radice l’intolleranza, la prepotenza e la xenofobia. Anche per questo abbiamo sostenuto la campagna per la concessione immediata della cittadinanza ai bambini, figli di immigrati regolari, che nascono in Italia. E l’incontro cittadino del prossimo 16 marzo 2013: “Città dei poveri, città di tutti” (da cui il nome del nostro blog), già dal titolo ribadisce con chiarezza il concetto del principio della cittadinanza per tutti (la città è veramente di tutti quando lo è a partire dai più poveri). Difendere l’accesso universale alla piena cittadinanza significa allora rimettere al centro la vera dignità di ogni persona.

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Il giorno di Modesta

Il giorno di Modesta

In queste settimane la tragedia delle vittime del rogo del sottopasso di Corso d’Italia   ha riportato all’attenzione della cittadinanza le condizioni in cui vivono a Roma le persone senza dimora. Da trent’anni, a Roma, la Comunità di Sant’Egidio ricorda le vittime della vita in strada, a partire dalla morte di Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora, di 71 anni, che viveva per strada n…ei pressi della Stazione Termini, dove si rifugiava la notte per dormire. Il 31 gennaio 1983 Modesta si sentì male proprio alla Stazione Termini e l’equipaggio dell’ambulanza che accorse alla chiamata non volle prenderla a bordo perché, a causa delle condizioni in cui viveva, era sporca e aveva i pidocchi.Modesta morì dopo ore di agonia, in attesa che qualcuno decidesse di prestargli soccorso. In ricordo del 30° della morte di Modesta Valentie di tutte le persone senza dimora scomparse a Roma abbiamo celebrato in diversi luoghi di Roma una messa a cui sono stati invitati i poveri La Comunità di Sant’Egidio e i Giovani per la Pace hanno così fatto memoria, come ogni anno, di Modesta e di tutti gli amici che hanno vissuto nelle strade della Capitale e che sono morti in questi 30 anni. Nel corso della celebrazione è stato ricordato il nome di ciascuno, perché nessuno sia dimenticato. Mai.A seguire è stato offerto un pranzo a tutti i poveri presenti.

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PLAY MUSIC STOP VIOLENCE cambia il mondo con la tua musica

PLAY MUSIC STOP VIOLENCE cambia il mondo con la tua musica

La musica ha una grande forza, e può fare molto per cambiare il mondo. I giovani musicisti con “PLAY MUSIC – STOP VIOLENCE” sono chiamati a comporre brani che insieme lancino un grande messaggio: stop violence! No alla violenza, alla guerra, al razzismo, alla povertà; si alla pace, al rispetto per l’altro, alla solidarietà, alla musica che unisce oltre ogni barriera. Proprio la musica, con il suo grande potere comunicativo, può essere il veicolo per lanciare questo messaggio e diffonderlo tra i giovani. “PLAY MUSIC – STOP VIOLENCE”: i musicisti possono, e devono fare la loro parte!

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