Cities for Life: i Giovani per la Pace illuminano il Colosseo

Si accendono luci, al Colosseo. Sono le luci delle lanterne dei Giovani per la Pace; sono le luci del videomapping; sono le luci di chi ancora non si è arreso all’oscurità della pena di morte.

“Ogni omicidio cambia il mondo in peggio”

Ieri, 30 novembre, oltre 2400 città, in 70 paesi del mondo, hanno illuminato i loro monumenti nell’ambito di Cities for Life, campagna contro la pena di morte, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio.  A Roma, dal luogo dove “gli uomini uccidevano altri uomini come fosse un gioco”, i Giovani per la Pace hanno voluto ribadire che ogni omicidio “cambia il mondo in peggio e che la pena coinvolge e disumanizza tutti”. Lo hanno affermato con il videomapping che ha illuminato il Colosseo, ma anche leggendo le lettere che i condannati a morte hanno scritto e continuano a scrivere ai tanti amici della Comunità di Sant’Egidio che si recano a trovarli.

Obiettivo zero condanne a morte

Sono lettere nelle quali i detenuti nel braccio della morte esprimono il loro dolore ad essere trattati solo come prigionieri e non come esseri umani; la pena di morte, infatti, “trasforma gli uomini, fa degli esseri umani delle belve”, oltre a “non ridurre la criminalità”. Per questo motivo, i GXP vogliono continuare a farsi sentire, consapevoli del fatto che dal 1977, quando i paesi abolizionisti erano solo 16, il numero di Stati che hanno deciso di sospendere le esecuzioni è aumentato. Lo scorso anno, sono stati 18 i paesi hanno eseguito le condanne a morte. I GXP mirano, però, a far diventare questo numero zero. Questo è anche l’obiettivo dell’Australia, rappresentata dall’ambasciatrice Chiara Porro, che ha ricordato come l’Asia sia il continente dove avvengono più condanne a morte e ha esortato i ragazzi a continuare a portare nel mondo questo messaggio di cambiamento.

Concludendo, i Giovani per la Pace hanno ricordato i condannati a morte uccisi negli ultimi mesi, affermando ancora una volta che “la violenza e la morte si combattono solo con la vita”: nelle città d’Europa e del mondo, i GXP continueranno quindi a ricordare questo con la forza pacifica di chi sa che tante candele possono rischiarare il buio di un’istituzione, la pena di morte, che ormai, “appartiene al passato”.

 

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