Mai più la Guerra! L’appello dei GxP per un mondo senza violenza

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A vent’anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, i Giovani per la pace si riuniscono a Roma e nel mondo per ricordare le tante vittime del terrorismo e della violenza.

In un tempo attraversato da troppi conflitti, come in Afghanistan, e ancora segnato dalle conseguenze sanitarie e sociali della pandemia, noi Giovani per la Pace vogliamo far sentire la nostra voce! Vogliamo fare nostre le parole di Papa Francesco e dire con convinzione “mai più la guerra!”.

A seguire, il testo completo dell’appello dei Giovani per la Pace.

APPELLO DEI GIOVANI PER LA PACE

GLOBAL FRIENDSHIP 2021

L’undici settembre di venti anni fa, molti tra noi giovani oggi qui presenti non erano nati. Non lo erano neanche i bambini afghani che alcuni di noi in questi giorni hanno accolto in aeroporto, all’arrivo del ponte aereo da Kabul. E non lo erano neppure molti tra i soldati morti nel recente attentato all’aeroporto di Kabul. Eppure, gli effetti di quel terribile evento che fu l’undici settembre 2001, continuano ad accompagnarci come nuvole nere che non accennano a diradarsi.

Non è questo il futuro che vogliamo. Noi vogliamo nuovi cieli verso cui alzare gli occhi, nuovi cieli liberi dai fumi delle guerre e del terrorismo. Costruire un mondo di pace è difficile, ma noi vogliamo fare di tutto per realizzarlo, consapevoli che i conflitti portano soltanto lutti e distruzione. La guerra ha fallito, e per questo, come Papa Francesco, dobbiamo gridare forte “mai più la guerra!”.  

Durante questa estate, da diverse città d’Europa, ci siamo recati ad Atene, a Lesbo e a Bihac in Bosnia, per portare sollievo alle numerose persone che continuano a fuggire dai propri paesi e a bussare alle porte dei nostri confini. Noi giovani europei siamo consapevoli di essere figli di un’Europa che ha saputo superare le diversità e abbattere i muri eretti tra le terre devastate e divise da due conflitti mondiali. Siamo cresciuti protetti dai conflitti, ma non per questo disdegniamo il valore della pace che tante persone incontrate ancora non conoscono.

Viviamo nell’epoca dei social, ma non abbiamo la memoria corta; le immagini che abbiamo visto quest’estate e che continuiamo a vedere nei telegiornali sono le stesse che ci hanno descritto i nostri nonni e Edith Bruck, che di recente abbiamo incontrato. Quei volti di bambini nati lontano dalle proprie case, nel freddo di un campo profughi, un tempo, erano quelli di noi Europei. 

Viviamo in un’epoca prospera, ci dicono. Siamo “il futuro dell’Europa”, ci dicono. Ma quale può essere il nostro futuro, in un mondo che va in fiamme? Non è distruggendo le foreste che potremo garantirci un futuro. Non è scartando gli esseri umani che costruiremo le fondamenta del domani. Non è innalzando muri e chiudendoci al loro interno che potremo migliorare il nostro mondo. È la lezione di questa pandemia: nessuno si salva da solo

Ci è stato dato un mondo che sembrava avere possibilità infinite; ma quanto si è dimostrato fragile se è bastato un piccolo virus per portare sempre più persone sulla strada, isolando i bambini, e separando gli anziani dalle loro famiglie, incarcerandoli negli istituti!

È tempo di ricostruire un mondo più giusto e più solidale, un mondo dove il centro siano gli le persone e non il consumo.  Un mondo dove alle barriere si sostituisca il dialogo. Ma non possiamo limitarci a sognare tutto ciò senza impegnarci per realizzarlo. È per questo che oggi noi ci rivolgiamo a tutti, anche ai governanti e autorità del mondo, perché ci aiutiate a costruire il mondo di domani. Dai nostri quartieri, dalle nostre città, dai nostri paesi noi lanciamo questo appello: un mondo di pace si costruisce con la collaborazione di tutti. Nessuno deve essere escluso. Finché ci saranno povertà e segregazione, non finiranno i conflitti e l’odio.

Abbiamo imparato a vivere distanziati, ma questo non vuol dire che dobbiamo lasciare tanti indietro! Oggi, qui ed ora, vogliamo cominciare a costruire un mondo di pace! È questo, infatti, il motivo del nostro flash mob: noi vogliamo farci sentire, perché tutti noi possiamo costruire un mondo di pace! Autorità e cittadini di tutto il mondo, insieme possiamo sognare e possiamo realizzare la pace. Affinché insieme, un giorno, potremo alzare gli occhi al cielo e vederlo azzurro, privo di nuvole nere di smog, di guerre e di torri che bruciano. 

 

Roma, undici settembre 2021.

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