I profughi di Lesbo, arrivati con un “ponte” chiamato corridoi umanitari

Li abbiamo conosciuti lì, nell’isola di Lesbo. Siamo partiti per aiutare persone che da mesi aspettano i documenti e vivono in una terribile situazione.
Ad agosto c’erano circa sette mila persone in due campi profughi, ora sono più di sedici mila ma il campo più grande, quello di Moria può contenerne al massimo 2840. Vivono nelle tende, senza acqua, in condizioni igieniche pessime. Da qualche mese gli ultimi arrivati dormono persino per terra. Non gli spetta più neanche una tenda condivisa con altre famiglie. Si fanno interminabili file per poter mangiare ed è molto pericoloso vivere lì: il 20 settembre un bambino di nove mesi è morto di disidratazione, alla fine di settembre c’è stato un grande incendio scoppiato nel campo che ha portato la morte di una mamma e di un bambino, mentre ad agosto un bambino è morto schiacciato da un camion sul bordo della strada.
Sono tanti i bambini che vivono nel campo. Sono bambini che non hanno mai visto la pace, che sono cresciuti scappando da un paese a un altro. Giocando con loro ci siamo resi conto che questi bambini hanno smesso di ridere. Hanno perso la voglia di giocare, di essere felici e di essere bambini. Non esistono giochi, non esiste più l’infanzia.
Siamo tornati a Roma con la speranza di rivedere presto i nostri amici. Sono giovani, hanno la nostra età e non vediamo l’ora di riabbracciarli.
Finalmente il 4 dicembre sono arrivati a Fiumicino grazie a un corridoio umanitario organizzato da Sant’Egidio ed Elemosineria Apostolica.
Un progetto meraviglioso che ridona la vita a chi ha perso la speranza.
La nostra amicizia con questi ragazzi è molto forte anche se abbiamo avuto l’ostacolo della lingua. Loro non parlano inglese e noi non parliamo farsi. Ma la forza dell’amicizia e i nostri grandi sorrisi ci hanno fatto capire che non esistono muri tra i popoli e anche quello della lingua in realtà non è che un bellissimo ponte da costruire.

Di Aurora Isoldi

 

Aurora è una Giovane per la Pace che ha partecipato all’estate di solidarietà di Sant’Egidio nell’isola greca di Lesbo

Approfondimenti: La speranza ritrovata: i profughi di Lesbo accolti in Italia con un corridoio umanitario di Elemosineria Apostolica e Sant’Egidio

 

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