La mostra Inclusion / Exclusion a Tor Bella Monaca

Visitiamo una mostra in cui le parole “inclusione” ed “esclusione” sono lette nel mondo da artisti con disabilità. “Inclusion/Exclusion” è ora esposta al Museo Laboratorio d’Arte di Tor Bella Monaca fino al 26 giugno

La mostra Inclusion/Exclusion è realizzata dal movimento di artisti con disabilità “Gli Amici” dei Laboratori d’arte di Sant’Egidio e dall’artista e videomaker Cesar Meneghetti. È ora esposta presso il Museo laboratorio d’arte a Tor Bella Monaca, in via dell’Archeologia 74, presso la Comunità di Sant’Egidio. 

L’esposizione ha esordito alle Gallerie Sacconi del Vittoriano, al centro, visitata quindi da tutto il mondo, ma è tornata nella periferia, dove è nata: quella dei disabili messi ai margini della società e quella dei quartieri dove gli stessi vivono. 

Inclusion / Exclusion fa riflettere sull’esclusione e fa vedere cosa provano e cosa pensano le persone che non sempre sono prese in considerazione, quelli che sono detti “gli ultimi”. 

Cesar Meneghetti ha ideato la mostra con loro, inserendo documenti audio e video a supporto delle opere, come in quella di inizio percorso. È allestita in una sala esterna, in cui si entra poco per volta. Si viene immersi nel buio. 

barchette

Vengono ricordate le persone che sono morte in mare nel 2017, quelle di cui conosciamo il nome, perché molte non sono state nemmeno identificate. Per terra c’è una distesa di centinaia di barchette; ognuna è una persona nello specifico. Sulla parete sono proiettati i nomi delle persone, con il mare agitato come sfondo, per ricordare i viaggi della speranza che, nella maggior parte dei casi, hanno un finale tragico. Ci sono alcune barchette colorate di rosso: rappresentano i bambini che hanno perso la vita. 


La seconda opera è stata realizzata dal laboratorio di Ostia e si intitola “Corridoi umanitari”. I corridoi umanitari iniziati nel 2016 da Sant’Egidio, FCEI e valdesi permettono alle persone che si trovano nei campi profughi come quelli in Libano di raggiungere l’Europa in sicurezza, con un volo aereo, evitando di morire nei viaggi della speranza sui barconi. Una legge stessa dell’Unione europea consente l’arrivo di persone per motivi umanitari.  Sono arrivate più di duemila persone, accolte o da parrocchie o da famiglie che vogliono aiutare, e quindi con spese non a carico dello Stato. Sono storie di persone che hanno ritrovato la vita. 

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Nell’opera le linee dorate sono le vite delle persone che arrivano in sicurezza in Italia: l’oro sta ad indicare che ogni vita è preziosa, va difesa e tutelata e non è giusto che le persone perdano la vira in mare. È rappresentata la forma della Sicilia, terra che coloro che perdono la vita non riescono a raggiungere. Le linee rappresentano il viaggio che viene fatto in aereo. 

Sono utilizzati diversi materiali, oltre a tempera ed acrilico, come la foglia d’oro, a simboleggiare la speranza, e le buste di plastica che raffigurano il mare burrascoso. 

Si scorgono anche i resti di un’imbarcazione andata distrutta, sui quali ci si sofferma per riflettere sul dramma dell’immigrazione.


L’opera “Fragilità” è di Hirseyo Tuccimei, una giovane donna che si esprime attraverso il computer con la comunicazione aumentativa. La fragilità è quella con la quale si è dovuta confrontare per superare le difficoltà, che non le hanno impedito di conseguire una laurea di avere una vita intellettuale con i laboratori d’arte. 

2ht_fragilita-manc1477I colori dell’opera non sono spenti, ma vivaci, vitali, per dire che nel momento in cui si è supportati dall’amicizia e si è amati, la fragilità può diventare un punto di forza, perché tutti possiamo essere e sentirci utili se non lasciati soli. 


Nelle visite gli artisti con disabilità come Annamaria spiegano le opere. “Periferia” – spiega con precisione – rappresenta sia le periferie fisiche di Roma, come Tor Bella Monaca, dato che ciò che è rappresentato può benissimo essere uno dei palazzoni grigi attorno al museo, sia le periferie esistenziali, quelle di cui parla papa Francesco. Nelle periferie vivono persone diverse, messe ai margini, quasi fosse una doppia periferia: gli stranieri, i rom, i poveri, i disabili stessi. Ad esempio, a Torrenova, non lontano dal museo, “c’è un muro”, ci ripete Annamaria.

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I colori che appaiono sulla tela rappresentano come con l’amicizia si possano abbattere questi muri, così come può accadere anche a Tor Bella Monaca. La Scuola della Pace, che si trova proprio davanti al museo, è un esempio di come sia possibile convivere pacificamente. È un doposcuola gratuito per i bambini realizzato da giovani studenti che così diventano per loro un punto di riferimento. 

Il Museo e la Scuola della Pace sono circondati da tantissimi palazzi in cemento armato. Dalle finestre delle case popolari la gente osserva gli artisti disabili dipingere e i bambini andare al doposcuola. Una guida del museo racconta infatti come due giorni prima una signora sia venuta in via dell’Archeologia 74 a interessarsi su questa attività insolita di far vivere l’arte e un museo in periferia. 

Nella sala successiva si entra nel tema degli “istituti”. Nel 1978 con la legge Basaglia, la legge 180, i manicomi furono chiusi, tuttavia esistono ancora dei posti in cui anziani e disabili si ritrovano perché da soli o perché la famiglia non riesce ad occuparsene. Una scelta non veramente libera. Ecco allora che un quadro grida “Tutti fuori! Tutti fuori!” per dire proprio che tutte le persone non dovrebbero stare in un istituto, ma in un a casa, un posto familiare in cui vivere in serenità. È il sogno di Sant’Egidio di trovare un’alternativa agli istituti. 

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Un’artista del laboratorio di Tor Bella Monaca in gioventù è stata rinchiusa in un manicomio di Roma, Santa Maria della Pietà, che nonostante la legge 180 chiuse solamente negli anni Novanta. Racconta la sua storia in un’installazione a video di Cesar Meneghetti. È stata maltrattata, ha subito anche l’elettroshock, ma oggi è una donna rinata, liberata, e i suoi quadri ne sono una manifestazione. 


L’Africa spremuta” è il simbolo del museo di Tor Bella Monaca. È una grande sagoma di gomma piuma presa da un vecchio materasso con sotto un secchio sul quale si vede la forma dorata dell’Europa, per rappresentare come il Vecchio continente abbia preso le risorse dell’Africa. La gomma piuma è intrisa di colore che scende a gocce nel secchio. 

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E tante opere…

La visita si conclude con l’articolo 3 della Costituzione, a suo modo un’opera d’arte. L’articolo sull’uguaglianza tra i cittadini, non solo per la parità di regole, ma per la parità di opportunità, è uno degli articoli che meglio riassume il messaggio di questi artisti hanno voluto trasmettere, quindi merita un’azione particolare; viene lasciato in omaggio per leggere di nuovo l’articolo e per riflettere. 

 

a cura di Elisa Morgia

foto dal sito inclusionexclusion.info


 

Presentazione del volume Inclusion / Exclusion

Teatro di Tor Bella Monaca, 6 giugno 2019, 17:00

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