La mia giornata con gli anziani terremotati: ecco cosa ho capito

Elisa dei Giovani per la Pace di Roma racconta una giornata particolare passata con gli anziani di Fontecchio (L’Aquila)

anziani-terremotati-solidarieta9:40
Siamo partiti con il pullman.
La nostra meta non è più Amatrice, come previsto, ma L’Aquila, perché c’è troppa neve. L’altro pullman continua ad andare a Borbona, vicino ad Amatrice.

10:00 circa
Ci siamo incontrati con l’altro pullman, e parte dei ragazzi sono saliti sul nostro. Ora è molto più pieno.

11:10
Siamo all’Autogrill, per fare una piccola sosta di dieci minuti. Pensavo facesse più freddo, invece si sta bene. Menomale, non avevo tanto voglia di rimanere congelata.

11:20
Ritiro quel che ho detto: ora che tira vento ho tutte le orecchie gelate. Gli altri si stanno tirando la neve. Beati loro che non hanno freddo.

13:00
Siamo arrivati all’istituto di anziani a Fontecchio (L’Aquila). Abbiamo mangiato e ora stiamo per fare la festa.
Ci siamo divisi in due gruppi, uno per il secondo piano e uno per il quarto. Staremo nelle sale comuni con varie persone. Ci hanno detto che l’importante è essere affettuosi, cercare di sorridere e dare affetto a questi nostri amici che sono stati un po’ dimenticati.
Gli addetti hanno iniziato a ricostruire le case dopo il terremoto, ma “ovviamente” gli anziani sono gli ultimi nella lista. Sono stati messi nell’istituto, gli edifici che vengono costruiti sono dati prima alle altre persone. Loro sono nostri amici e quindi siamo rimasti in contatto con loro.
Per me è la prima volta in un istituto per anziani, spero di riuscire ad essere abbastanza gentile e carina.

14:30
Siamo arrivati nella stanza e ci siamo presentati, noi ragazzi e anche gli anziani. Qualcuno viene proprio da Fontecchio, altri dalla zona qui intorno. Abbiamo giocato a tombola. Ognuno di noi si è messo accanto ad un “amico più grande, per aiutarlo con la cartella. La mia amica si chiama Maria. Ha fatto terno, quaterna e tombolino. Ha vinto un sacco di caramelle e un vasetto di fiori. Poi sono state distribuite delle caramelle anche agli altri amici come premio di consolazione. Abbiamo ballato e cantato sia canzoni di Natale sia canzoni che conoscono loro. Io ho ballato con Maria, poi un’altra signora che si chiama Gina si è alzata ed è venuta da me. Era così felice! Mi ha raccontato che quando era giovane i ragazzi suonavano l’organetto, si riunivano e si mettevano a ballare tutti insieme. Quanto si divertiva!
Alla fine, prima di salutarci, Gabriele ha letto il vangelo di Luca, la narrazione della nascita di Gesù Bambino. Può sembrare un brano sentito molte volte, ma ogni volta può dirci qualcosa di nuovo.
Gesù viene da noi, noi che siamo gli ultimi. Ad ognuno dà qualcosa, qualcosa che conosce soltanto chi ne ha bisogno. Gli angeli vanno dai pastori, che sono gli ultimi. Tutti abbiamo un angelo custode, e noi, Comunità di Sant’Egidio, possiamo essere gli angeli custodi di questi anziani che sono nostri amici, e oggi siamo venuti a stare con loro.

17:00
Siamo sul pullman, stiamo tornando a Roma.
L’Aquila è stata ricostruita solo parzialmente, dato che ci stanno ancora le gru. Abbiamo visto le foto di com’era il duomo dopo il terremoto… Adesso è proprio diverso. Siamo entrati. C’è un libro con tutte le foto e i nomi delle 309 persone che ci hanno lasciato nel 2009 a causa del terremoto.
Ci siamo anche fatti qualche foto con le luminarie che si sono accese all’ultimo minuto. Ero il cocchiere di una carrozza trainata dai cavalli bianchi, come quella di Cenerentola.

18:30
Sono a casa.
Oggi è stata una bella giornata: ha fatto freddo, ma vedere gli anziani sorridere è stato qualcosa di emozionante.

 

Di Elisa Morgia

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