Le leggi razziali spiegate dai disegni dei bambini

Nei disegni dei bambini i pensieri e i sentimenti sono espressi in modo più immediato. Le poche parole, selezionatissime, scritte sul cielo, a terra, o accanto a un personaggio sono anch’essi segni grafici tutt’altro che secondari e diventano parte del disegno.

Lo sguardo dei bambini, talvolta intenso e visionario, riguardano un evento, una persona, una storia che con i loro occhi ci offrono sempre un significato nuovo e ricco di emozioni.

Quanto è rappresentato il mondo interiore del bambino nei suoi disegni? Non lo sappiamo. Il disegno però rimane il mezzo comunicativo privilegiato dei bambini, invidiato dai grandi artisti.

Picasso una volta ha detto “A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”.

È certo invece che bisogna dar voce all’umanità dei bambini, secondo i loro codici espressivi. Nell’impresa si sono cimentati i giovani delle Scuole della Pace di Roma che in quest’anno hanno affrontato con i piccoli i temi dell’esclusione e delle leggi razziali del 1938. Le prime leggi razziali aggredirono il mondo della scuola. Nei disegni dei bambini sembra di trovare una comprensione profonda dei sentimenti e delle scene di vita, al confine con la totale immedesimazione.

 

1938: Le leggi razziali in Italia

In questo disegno le emozioni sono rappresentate come delle nuvole grigie che portano la pioggia, e si trasformano in lacrime che rigano il volto di bambini e bambine rimasti fuori dalla scuola, espulsi perché «colpevoli» di essere ebrei. Emozioni di tristezza, paura, impotenza, solitudine, rabbia rimaste scolpite nel cuore dei piccoli artisti.

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Le leggi per la difesa della razza

Il cielo in tempesta, il sole che piange e al centro un militare col volto trasformato dalla rabbia, costellato dai titoli di giornale che nel 1938 hanno comunicato rabbia, paura e disprezzo nelle case e per le strade.

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Dal 1938 al 2018

Vediamo disegnati bambini soli, grigi o neri, senza espressioni sui volti. Sono i bambini del 1938, scritto al centro del disegno e circondato dal filo spianto, che restano ombre sole e senza vita. E poi il sogno del 2018, amici che si stringono la mano allegri e sorridenti, circondati da colori e coriandoli variopinti. Il mondo di pace ed amicizia che sogniamo di costruire.

 

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Vattene!

Il mostro della discriminazione, dell’ingiustizia, della paura. Enorme e cupo, questo mostro terrorizza un bambino e gli urla contro “Vattene!”. È il mostro che ha preso vita con le leggi razziali ma che ancora oggi urla il suo «vattene» a chi è considerato diverso, debole, povero.

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L’arcobaleno in mezzo alla tempesta

I disegni di pace e amicizia del Paese dell’Arcobaleno, i cui abitanti sono tutti i bambini delle scuole della pace e tutti i bambini della Terra! Ci sono colori, sorrisi, abbracci ed allegria che cancellano la tristezza e la rabbia. È per questo che l’arcobaleno è così magico e speciale: perché i suoi colori sgargianti non spuntano dopo la tempesta, quando il brutto tempo è passato, bensì durante, quando ancora piove e si ha paura che il sole non torni più. E così l’amicizia e la pace possono nascere nella paura e nei momenti cupi, contrastando la tempesta e donando la speranza del sereno.

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Prendi la tua cartella e vattene da scuola

Fino al 2 dicembre 2018 al Museo di Roma in Trastevere

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