I Migranti pregano: la risposta umana a chi specula sui fatti di Palagonia

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Lunedì 7 Settembre alle 17:00 i giovani migranti del CARA di Mineo si sono ritrovati al container C a pregare per i coniugi Solano, uccisi lo scorso 30 agosto a Palagonia. In un clima di grande commozione circa un centinaio di cristiani cattolici, protestanti, pentecostali provenienti da Ghana, Nigeria, Gambia Mali ed altri paesi si sono ritrovati con i giovani migranti da tempo parte della Comunità di Sant’Egidio. Una preghiera a cui hanno partecipato anche alcuni degli impiegati della struttura e la direzione al completo. Molti dei lavoratori, in turno, hanno voluto ringraziare gli ospiti che hanno promosso la preghiera per l’appuntamento che hanno voluto con forza. “Abbiamo vissuto la solidarietà, l’amore e la vicinanza” non possiamo non mostrarle a nostra volta a chi è stato colpito dalla violenza dei fatti di Palagonia”. Una preghiera voluta con forza perché troppo forte l’impatto con la notizia diffusasi nelle ore successive all’uccisione dentro il CARA, uno shock hanno detto alcuni. “La violenza si è abbattuta anche su di noi, sappiamo cosa vuol dire esserne vittime”. Durante la preghiera ognuno ha tenuto in mano una piccola candela in ricordo dei coniugi Solano. “Il nome di Dio è la Pace. Preghiamo perché non si alzi più la mano di un uomo su un altro uomo, perché nessuno soffra per la violenza, per i coniugi Solano e perché ognuno di noi viva come custode di suo fratello” queste le parole finali affidate alla predicazione sul brano di Genesi 4, 1-16.

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Alla conclusione della preghiera, un gruppo di musulmani che avevano assistito hanno voluto fare una piccola preghiera per unirsi al clima di cordoglio. Enoch Babajide pastore protestante, membro della Comunità di Sant’Egidio, che ha presieduto la preghiera di oggi dice: “con tutta la nostra vicinanza e le condoglianze sincere, in modo importante e commovente abbiamo visto amati fratelli e sorelle a Mineo uniti per mostrare la loro solidarietà e la pace con la famiglia dei signori Solano e la gente di Palagonia. “Chi è tuo fratello?” ci siamo chiesti ed in silenzio abbiamo salutato i coniugi Solano ora nel paradiso celeste dove non vi è dolore. Auguriamo alle loro anime di riposare in pace e a noi che siamo su questa terra di vivere vivere in pace, amore ed unità, senza vendetta, senza più uccisioni tra fratelli”. Spiega Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio: “i giovani del CARA pregano per i due anziani uccisi a Palagonia mentre alcuni continuano a speculare sulla morte. Questa è la risposta spirituale di chi agli occhi di Dio non ha colore o passaporto, ma solo un cuore di carne che soffre spesso per il male del mondo e anche, banalmente, per i giudizi degli uomini. Noi italiani dobbiamo essere orgogliosi della nostra accoglienza e di appartenere a questa storia di uomini buoni e semplici, migranti, capaci di pregare e di commuoversi”

 

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