La Memoria, i Nuovi Europei e la Pace

11846034_10207292570302686_1074924554_nIl 10 Agosto 2013 è una data che ha segnato profondamente  la città di Catania: A pochi metri  dalla speranza raggiunta, la riva della sabbia della playa, al largo del Lido Verde, la speranza infranta : Una barca si arena, sei sono i morti, tutti africani, sei volti, cinque nomi, uno ignoto che la città di Catania, ad un anno dalla tragedia, ha voluto incidere su una targa in metallo posta sopra una stele in pietra lavica.

 Nomi incisi nell’anima della città su una pietra che pesa nel cuore dei suoi cittadini. Quella data non è solo una data di morte, ma rappresenta la data da cui inizia un movimento di pace e di speranza che raccoglie Catania, che raccoglie i suoi giovani che quel giorno erano alla Playa ad abbracciare i sopravvissuti e a piangere i morti, le sue istituzioni che hanno scelto per l’accoglienza, la sua gente, come il proprietario del lido verde che chiuse lo stabilimento per lutto.11846225_10207292569342662_254888033_n

A due anni dal naufragio il 10 Agosto rappresenta ancora di più una data da ricordare, da tenere  stretta nella memoria, una data da cui nasce un movimento che ha dato frutto nella città e sta interessando l’Europa tutta. Davanti alla stele commemorativa oggi c’erano tanti giovani migranti e italiani insieme, c’era il vicesindaco Marco Consoli, Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio, il titolare del Lido  Verde Dario Monteforte, il cerimoniere del Comune di Catania Luigi Maina, c’eravamo noi giovani per la pace, da tutta Italia, il movimento genti di Pace. La memoria è parte di #3giornisenzafrontiere. Oggi siamo tutti qui per ricordare  il 10 Agosto 2013, dice il Vicesindaco Marco Consoli, una data importante, un giorno in cui nella nostra spiaggia abbiamo raccolto quei corpi inermi, quelle persone che volevano raggiungere il sogno di una vita migliore, è importante esserci tutti, istituzioni, come quelle della città di Catania che hanno fatto una scelta netta, società civile e gente comune perché in quella data è nato un flusso di solidarietà che ha abbracciato tanti nella città, in particolare tanti giovani migranti, nuovi europei, come quelli che fanno parte della comunità di Sant’Egidio che, una volta accolti in maniera umana e semplice hanno scelto di aiutare i più poveri italiani. Questi sono fatti che la città di Catania vive che superano qualsiasi demagogia volta ad orientare l’opinione per interesse e oggi da Catania vogliamo una nuova Europa che sia accogliente con i migranti.

11846493_10207292570422689_2031572898_nFare memoria – sostiene Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio- ci aiuta a ricordare che morire in mare o durante i viaggi, morire di speranza è uno scandalo. Dall’esercizio della memoria è nata un alleanza per l’accoglienza. Il respingimento, dice Papa Francesco, è un atto di guerra, ma se anche l’Europa fa atti di guerra, allora chi scappa dalla guerra dove dovrà andare? Noi in Sicilia abbiamo fatto una scelta netta per l’accoglienza che ha coinvolto tanti. Fare memoria è un atto di Pace, oggi noi ricordiamo lo sbarco del 10 Agosto 2013 che ha acceso il cuore di tanti giovani, ha creato un’amicizia ed una speranza, anzi, un’alleanza tra la gente delle due sponde del Mediterraneo. Impariamo ad accogliere e vivere l’accoglienza come atto di pace, unica via utile a placare le acque di questo tempo. Non si deve più  morire di speranza, si può invece vivere in Europa e in Pace.

“Questo Giorno mi fa riflettere sulla dignità umana” così Dario Monteforte del Lido Verde, perché ci vuole una grande dignità per rischiare la vita per cercarne una migliore e bisogna accogliere in maniera dignitosa non permettendo che queste tragedie accadano più”.


Viene chiesto un minuto di silenzio, e due adolescenti pongono dei fiori in sommità della stele in questo giorno di San Lorenzo, dove, la sera, guardando il cielo e osservando cadere una stella tanti cittadini di Catania desiderano con cuore commosso che mai più si debbano raccogliere corpi riversi su una spiaggia, ma solo abbracciare il nuovo amico venuto da lontano, con cui, qui in Europa, costruire la società del convivere

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