Ridatemi la pace

Pubblichiamo un articolo di Maria Herchack, giovane ucraina, e ci uniamo al suo appello di pace.


Ho mai pensato che avrei potuto iniziare la mia giornata leggendo le notizie dal fronte? Potevo mai immaginarmi di leggere ogni giorno nuovi nomi di soldati caduti del mio Paese? Mi è mai passato per la mente che avrei potuto perdere qualcuno in guerra?

Due anni fa vivevamo una “normale” vita (est-europea): lottando contro la corruzione diffusa e l’ingiustizia, contro l’assurda burocrazia e la povertà, battendoci per la libertà di espressione. Quel che non uccide fortifica, per certi versi. Ma mai e poi mai ci saremmo potuti immaginare che la guerra fosse così vicina.

Così tante cose sono accadute in un anno. E ancora più cambiamenti ci sono stati nelle nostre menti e nei nostri cuori. Bambini che perdono padri, madri che perdono figli, famiglie che si sfaldano … chi ha bisogno di tutto ciò?

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disegno di Taras Makar

Qualche volta è ancora più difficile comprendere interamente cosa si prova, perché le emozioni si confondono costantemente. Ma in questa complessiva situazione è molto facile cadere nella disperazione: si assiste a perdite su tutti i fronti e costantemente riportate dai mezzi di informazione. Si assiste a una propaganda che diffonde odio tra nazioni e popoli, che pochi mesi prima si consideravano amici stretti. Un morbo che infetta la coscienza di molti. Si sente come la sete di vendetta talvolta prevalga sul desiderio di dialogo. E ciò è spaventoso.

Io desidero disperatamente la pace.

Solo quando perdi qualcosa, capisci quanto era preziosa per te.

Nessuna madre vuole che il proprio figlio muoia, nessun ragazzo di 19 anni vuole essere ucciso, nessun giornalista vuole riportare quanti concittadini abbiamo perso nella giornata e nemmeno un generale vuole dichiarare il numero dei caduti. Ogni morte è di troppo. Ogni vita ha il diritto di continuare e nessuno ha il potere di toglierla.

Folli sono coloro che giustificano il male, che cercano di spiegare il significato di uccidersi l’un altro, che continuano a diffondere odio e menzogne. Non se ne rendono conto? Nessuno può essere vincitore in una guerra. Si può solo perdere: i propri familiari, gli amici, la felicità o se stessi.

Voglio avere figli e nipoti, già solo per insegnar loro che la pace e l’amore sono i doni più preziosi a noi dati. E non importa altro, dobbiamo preservarli, batterci per essi e rinnovarli.


Articolo di Maria Herchack per il blog A World Without Violence dei Giovani per la Pace dell’Ucraina.

traduzione dall’inglese a cura di Alessandro Iannamorelli

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