Scandalo internazionale

Dopo i casi tortuosi nord-coreani e siriani, questo post spetta di diritto a 2 stati entrati in collisione negli ultimi giorni. Il primo può essere riassunto dalla dicotomia amore-odio provata dagli stessi cittadini, il secondo lo ricordiamo purtroppo “solo” per il nome non propriamente raffinato e per le grosse risate fra gli studenti delle elementari. Chi sono? Italia e Kazakistan.

Il lettore medio potrebbe pensare non conoscendo la materia:” Non mi dire. Non è guarito. Berlusconi è coinvolto con una Ruby kazaka”. Sarebbe stato comunque molto improbabile dato che il signor B. in questi tempi giudiziari ha la pressione al minimo e appare disinteressato persino al suo diletto più grande. No, l’ origine del problema risiede nella diplomazia e l’ Italia non è esente da colpe e incapacità.

 La storia inizia la notte tra il 28 e il 29 maggio in seguito ad un blitz in una villa di Casal Palocco di proprietà della kazaka Shalabayeva, moglie del dissidente politico Ablyazov.  Il blitz, richiesto dall’ ambasciata kazaka(espressione della volonta del governo dittatoriale kazako) alla questura romana e al capo della mobile, non produce gli effetti di cattura sperati poichè Ablyazov ha ottenuto asilo politico come dissidente dall’Inghilterra . La moglie e la figlia subito dopo vengono messe su un jet privato,espulse dal nostro territorio e affidate ad un paese, il Kazakistan, che disapprova ogni forma di dissenso. 
 Cosa stona in questa storia a parte la sfliza di nomi incomprensibili e difficili da ricordare? L’ Italia promuovendo l’ espulsione, ha agito contro il Testo Unico sull’ Immigrazione che dice espressamente:“in nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere soggetto di persecuzione per motivi di razza, di lingua, di cittadinanza, di opinioni politiche”.
Bene. Il dado è tratto. Ora spetterebbe agli alti vertici riconoscere le proprie responsabilità. E invece no. Al Parlamento nessuno era cosciente(così dicono): da Angelino Alfano, ministro dell’interno, alla Bonino, ministro degli affari esteri. Il capro espiatorio risponde al nome di Alessandro Marangoni, capo della polizia, e probabile burattino di personalità di alto rango istituzionale.
Le ripercussioni sono notevoli poichè coinvolgono la sfera politica ed economica. Con il Kazakistan i rapporti economici muovevano cifre da capogiro. Ammonta ad un miliardo di euro nel 2012 il valore degli scambi commerciali tra i 2 paesi.

Per non parlare della mancanza di credibilità e fiducia che sta ottenendo il governo Letta all’ interno dei confini territoriali e a livello comunitario.
In questo momento di ricrescita economica e sopratutto culturale l’ Italia richiede impegno,serietà da parte di ciascuno di noi, nessuno escluso.
E se persino i diversi ministri lanciano il sasso e nascondono la mano, allora ragazzi temo che la strada sia lunga.

                                                 Fabio Lazzari
                                                

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